Inna Veiner & Dorsal Muse

Dalla serie « L’Italia sulla pelle»

Tela 80×100 cm, cotone, olio, 2026

La Toscana qui non è un paesaggio, ma una donna. È seduta sul bordo del proprio mondo, e sulla sua schiena, come linee del destino, affiora la mappa della regione: Firenze, Siena, Pisa. Le altre città sono nascoste nella pelle — non vanno elencate, vanno sentite.

Nel suo palmo riposa ciò che si beve lentamente: non per spegnere subito la sete, ma per lasciare il sapore sulla lingua. Accanto a lei — un grappolo d’uva, il sangue e il frutto di questa terra.

Dietro di lei, in un unico sogno, l’artista riunisce ciò che la realtà non ha mai messo insieme: il Duomo di Firenze — la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Ponte Vecchio — ponte degli orafi sospeso sul vuoto — e la Torre pendente di Pisa, trattenuta soltanto da una sottile linea nera di senso.

Sopra di loro vola un Pegaso grigio — cavallo dell’ispirazione, apparso sulla tela da solo.

Nel cuore della composizione, una cascata. Sono le acque termali della Toscana: le Cascate del Mulino di Saturnia e i Bagni San Filippo. Le vasche bianche di calcare, dove l’acqua calda scorre da millenni, diventano qui una cascata del tempo — densa, lattiginosa, vaporosa.

Nell’angolo in alto a sinistra splende il sole come un segno di infinito.

Nell’angolo in basso a destra — il giglio rosso di Firenze, il Giglio. Sigillo della città e sigillo del cuore.

La Toscana non va guardata.

Va bevuta lentamente —

e bisogna entrarvi, come nelle acque calde di Saturnia,

con tutto il corpo.