Inna Veiner & Dorsal Muse

Tela 80×100 cm, lino, olio, 2026

Parte sinistra del trittico “Calabria Sentiente”

In primo piano c’è Temi. La dea della giustizia, con gli occhi bendati, con una spada e una bilancia. Non giudica — osserva. Vicino a lei c’è una cornucopia d’oro che versa monete; un’anfora di terracotta; un mazzo di peperoni rossi; un ramo d’olivo. Su una pietra giace una moneta con l’immagine di un serpente attorcigliato attorno a un bastone. Questo simbolo incarna saggezza, guarigione, immortalità e connessione con la terra.

A destra ci sono le rovine di un antico tempio: alcune colonne sono ancora in piedi, altre sono cadute. Tutto è lavato dalla prima luce. Un sentiero roccioso conduce verso le rovine. Il mare è calmo e le montagne all’orizzonte dormono ancora.

Questa alba ricorda tutto — colonne doriche, calligrafia araba, mosaici bizantini. Ma soprattutto porta dentro di sé il futuro. Presto il tempio che fluttua in lontananza scenderà sulla terra. Presto il pensiero diventerà pietra.

“L’Alba che Ricorda” è un’alba che ricorda il passato, vede il presente e sa già come sarà il santuario.